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Classe 1975. Alessandro è un minimalista. Adora documentarsi, scrivere, camminare, sorridere. E innanzitutto narrare. A tredici anni scrive di getto, Sulla Gradinata, un racconto che sarà pubblicato nel 1993. Da quel momento è incantato dalla narrativa, dal romanzo e dalla poesia. Ogni genere letterario lo attrae e ogni esperimento narrativo che sia ricercato e investigato nella sua intelaiatura descrittiva e particolareggiata lo seduce. A seguire, le sue principali pubblicazioni.
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“È un gioco letterario sfrontato. Di rimandi e interiezioni. Una lotta ontica e una parabola introiettata sull’io e i suoi dintorni più prossimi. È un incastro visionario, violento come il cozzare fra lamiere. Tenue di luci e di ombre, paurose e immanenti. Uno sberleffo, una dannazione. Una fucilata in pieno viso, un grido di dolore dai rimbalzi cosmogonici. Accorato. Poesia non ruffiana. Scheletrica, irriverente”.
Frammenti amalgamati
Sedicenne, compie un’investigazione sulle liriche del simbolismo concentrandosi sui poeti maledetti e, maggiormente, su Jean Nicolas Arthur Rimbaud. Questi è stato, in principio, il vero incitatore di alcuni suoi versi tant’è che, nel 2006, pubblica la silloge Frammenti amalgamati (Edizioni Incontro). Definita per l’appunto dai più “simbolista, ove l’allegoria è ritratto del sé” e “l’ultimo strepito di un sognatore e visionario”, illustrata da quattro artisti, ripartita in tre sezioni – “Sussurri dalla Natura”, “Versi d’amore” e “Urla dall’essere” – accoglie la prefazione a firma del giornalista Mario Bonanno. Alcune composizioni di questa silloge sono state inserite in diverse raccolte e antologie. Accattivante per molti lettori e non pochi cultori è stata l’originale maniera di offrire il sentire dell’autore, poiché al di là del titolo vi sono un sottotitolo-sottofondo avente elementi stimolanti la sfera sensoriale, un’illustrazione e delle elaborate note esplicative. L’inserimento del sottotitolo-sottofondo avente anzitutto componenti suggerite al fine di destare la percezione uditiva – limitatamente a un percorso di declamazione per voce maschile e femminile – ha concepito fugaci esperienze teatrali laddove i suoni, i rumori e persino alcune fragranze sono stati vivificati da suonatori, improvvisatisi anche quali singolari rumoristi, così da accompagnare con atipicità le voci recitanti.
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Racconti dell’indefinito

Ancora per la Incontro, nel 2015, ha editato Racconti dell’indefinito comprendente due narrazioni: L’insolito episodio del Professor Dell’Arem e Il podere sull’isola degli alcioni. Classificata da molti quale “narrativa sperimentale”, questa è stata nondimeno definita “certosina indagine letteraria da esteta e veggente”. La pubblicazione, minimamente illustrata, include la prefazione a firma di Concetto Andrea Mezzatesta. Entrambi i racconti hanno ispirato dei disegnatori e fumettisti. Pur tuttavia non è stato fattibile dare alle stampe la trasposizione a fumetti. Invitante – a detta di molti lettori – è stata, nel pulpito conclusivo di ogni narrazione, la formula per proporre il finale giacché “indefinito” per volontà dello scrittore ma facoltativamente interpretabile da chi si raccoglie nella lettura.
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Un diario di guerra, foto e articoli d’epoca, epistole e opere d’arte, testimonianze tramandate e altro ancora, condurranno il Lettore in un’Italia di cent’anni fa. Narrazione e storia si intrecciano. I caduti e i reduci, talvolta mutilati, rievocati e immortalati in questo libro, siciliani e figli dell’Etna, sfoggiano un vissuto che è quello di ogni altro soldato d’Italia. Storie di vita vera! Solcate dall’afflizione corporea e dallo strazio dell’anima. Attraverso il ventaglio di storie qui dispiegato, l’uomo d’oggi può, se lo vuole, avere una diversa distintiva percezione di se stesso. Storie di uomini e vite d’eroi protese all’uomo d’oggi. Un appello, nel loro insieme, a guardarsi ben lungi e a dissentire da certe azioni. Come la guerra.
Storie di uomini e vite d’eroi
Del 2015, Storie di uomini e vite d’eroi. Adernò e la Grande Guerra della Edizioni Efesto (Roma, 350 pagine, illustrato). Testo di narrativa storica nascente da una mostra commemorativa autofinanziata e resa itinerante nelle scuole. Diviene presto cortometraggio documentaristico, attraverso i laboratori congiunti di storia e informatica, curati dall’autore in qualità di esperto esterno nella scuola secondaria di primo grado “Giuseppe Mazzini” di Adrano (Catania) tant’è che il video “Eroi di Trincea” è una “fluida sintesi della medesima pubblicazione”. Adottato in più istituti scolastici, “allo scopo di abbracciare storia locale e nazionale e non da meno sfumature narrative accurate e volte a cogliere più peculiari dettagli afferrando parimenti l’universale”, comprende la prefazione a firma di Daniele Girardini, fondatore e presidente dell’Associazione Storica Cimeetrincee. Pagine che immortalano ben quattordici “vite d’eroi” trafitte e, nel loro stramazzare, accolte fra le vigorose braccia d’una “Vittoria Alata” e ben venti “storie di uomini” che, viceversa, ebbero la buona sorte di “pestar la via al quartiere” natio o al verso di “quell’accalorata dimora” che ha visto “allontanarsi centinaia di migliaia di figli di Dio”. “Un’esplorazione e un lavoro peculiari. Singolare e insolito a trovarsi, nella sua fattispecie”.
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Elmetti e gessetti
Del 2018, Elmetti e gessetti. Un fante. Un diario. Un rifugio. Edizioni Efesto (Roma, 420 pagine, illustrato). “Un’opera che racchiude forme letterarie diverse: dalla biografia al diario, dal documento storico al romanzo, dalla commemorazione alla notizia inedita in una policromia di toni che catturano il lettore gettando luce su spaccati di piccole storie umane nonché di avvenimenti di macrostoria che si fondono a meraviglia senza definizioni rigide di spazio e di tempo. Questo lavoro si colloca con originalità unica nel panorama variegato della Grande Guerra.” Così definisce l’opera la dottoressa Eleonora Della Valle, direttrice dell’Archivio di Stato di Messina. Il libro abbraccia approfonditamente più soggetti e oggetti. La figura dell’infermiera volontaria attraverso il genere diaristico. Quella della meretrice di guerra in chiave epistolare. L’arte quale panacea spirituale per gli animi straziati dai combattimenti. Le laboriosità dei comitati civici per il recupero dei mutilati. “Episodi e testimonianze tramandate, scritti poco noti, documenti estratti dalla polvere e dall’oblio degli archivi e ancora diari e lettere, giornali e manifesti, opere d’arte e tant’altro, hanno scortato il sentire dell’autore dall’ingiallimento del tempo alla nitidezza dello schermo. Edito e inedito, ricostruzione biografica, purificazione individuale e unanime catarsi, sono stati fusi. Vite come in un muto cinematografo.”

Di capitolo in capitolo, delle vite s’intessono. L’atterramento dà il varco all’innalzamento. Nei Comitati, scienza e carità s’intrecciano. Arte e introspezione si liquefanno in un tutt’uno inscindibile. Di foglio in foglio, v’è un personaggio senz’alcuna popolarità e realmente esistito che come una meteora, un fuggevole luccichio fende ora da spettatore ora da attore sia la storia a noi pervenuta sia una storia da noi non conosciuta. La sua storia. Una piccola storia nella grande storia. Una piccola guerra interiore in una Grande Guerra. Un mutilato, combattente in un primo tempo e rieducato e riscattato in un secondo, quando al compiersi delle ostilità quasi tutto scarseggiava tranne la tenace volontà dell’esistere ancora e nonostante tutto.
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La colonna spezzata

Del 2020, La colonna spezzata. Vita del Real Carabiniere Angelo Rognoni della Edizioni Efesto (Roma, 120 pagine, illustrato). Scritto a quattro mani con il maresciallo Sergio Allegra, racchiude la prefazione a firma del Generale Michele Di Martino. Suddiviso in due sezioni – la prima narrante la vita e la caduta del Real Carabiniere a cavallo Angelo Rognoni e la seconda esponente la storia dell’Arma dei Carabinieri – il testo è stato ideato anche a uso scolastico per educare alla legalità di pari accordo con l’Associazione Nazionale Carabinieri di Dorno e Adrano che furono i due punti focali nella vita del Rognoni. Il vissuto di questi è stato ricomposto e reso verosimilmente credibile basandosi anche sulla storia di Dorno. Sulle usanze e sulle credenze, sulle tradizioni e sugli aneddoti.
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Manoscritti dimenticati
Del 2023, Manoscritti dimenticati della Edizioni Efesto (Roma, 350 pagine, illustrato) contenente due corposissime narrazioni: Il Compendium e il mare e In nomine crucis. Quest’ultima in parte basata su un’idea narrativa di Piero Juvara. Il libro offre la prefazione a firma di Maria Grazia Lucrezia Leotta e delle illustrazioni create da Toti Balsamo. “… dialoghi densi, sostanziosi e articolati … la descrizione dei pochi personaggi e l’annessa caratterizzazione si svelano palesandosi gradatamente. Leggendo si scoprirà che la successione dei secoli ‘in aperiodica rotazione’ catapulta chi ‘presterà orecchio’ in un labirintico andirivieni funambolico. E si scoprirà che alcuni personaggi sono acrobati lungo la loro stessa esistenza. Se ‘l’incredulo sogghignerà’ credendo siano soltanto due narrazioni, allora, auspico queste che fra reale e irreale mostrano Silva e Nora, due sorelle restauratrici del libro antico e delle vecchie pergamene, possano essere l’esordio per una non molto consistente collana sulla quale rimugino da non molto tempo. Il fine è semplice. Abbracciare periodi storicamente accertati e vicende frutto della mia immaginazione circoscrivendo spazi senza un inizio ben confinato né una fine ben localizzata. La stesura di altri racconti sarà costellata da volti che – così desidero – potrebbero attrarre quel lettore magnetizzato dalle miniserie.” (A. M.)

IL COMPENDIUM E IL MARE – Un libro “talmente minuto che un palmo di mano lo occulterebbe”. Un circo e il suo viaggio. L’afflizione di un industriale. Una folle investigazione “sull’interminabilmente piccolo”. Due sorelle, restauratrici del libro antico e delle vecchie pergamene, solcheranno il tempo per “dare continuità al sapere”? O forse per conoscere “cose mai confessate”.
IN NOMINE CRUCIS – Un manoscritto e degli spartiti. Una convocazione in un palazzo signorile decadente. Quattro enigmi tessuti da lettere e sillabe, note musicali e numeri. “Una cricca” che fece “combutta” e che azzardò “più in là delle mura”, oltre tre secoli fa, rivive attraverso il restauro e l’arguto intuito delle sorelle Silva e Nora, restauratrici del “Titivillus” di Roma.
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Alessandro Montalto ha anche coltivato l’esteso variopinto universo del volontariato gemellando talvolta editoria e beneficenza. Da editor e correttore di bozze freelance ha accompagnato penne in erba di scritti in embrione, sostanzialmente per il raggiungimento di uno stile proprio, l’elaborazione di materiale documentale finalizzato alla tessitura di trame narrative e lungo operazioni di riscrittura. Ha composto da giurato alcune commissioni esaminanti in seno a concorsi letterari. Autore di prefazioni, postfazioni e recensioni ha collaborato con delle redazioni giornalistiche sottoscrivendo articoli riguardanti molteplici argomenti. Vive tra la Sicilia e il Piemonte ove insegna formando altresì mediante percorsi laboratoriali di scrittura creativa. Sebbene sia energica la sua appassionata predilezione per la letteratura, pure lo scenario dell’indagine scientifica l’ha sempre affascinato sino a dirigerlo allo studio universitario delle Scienze Naturali.
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IN DIVENIRE E IN EMBRIONE
IN DIVENIRE – Un corposo libro di prossima pubblicazione, “Sussurri al Largo Pignasecca. Massoneria, colera e parapiglia nell’etneo”.
IN EMBRIONE – Un testo sulla Seconda Guerra Mondiale.